Heidi, Pollyanna, Genny: vita di uomini tra le capre - Centro Ippico Montemario
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Heidi, Pollyanna, Genny: vita di uomini tra le capre

Heidi, Pollyanna, Genny: vita di uomini tra le capre

La capra domestica discende direttamente dalla capra selvatica o capra Bezoar, che si distingue per le corna a forma di scimitarra. Il maschio viene chiamato caprone o becco. La capra è stato il secondo animale ad essere addomesticato dopo il cane, tra l’8000 e il 7000 A.c.
(Jeffrey Moussaieff Masson)

 

Nell’ampio mondo empatico tra uomo e animali impossibile non citare la capra. Proprio grazie alla sua indole, dimostra di provare affetto, di avere una forte emotività e di vivere persino con disagio il distacco da un umano a cui e legata. Come un cane, infatti, può vivere la sindrome da allontanamento.

La capra come animale domestico rappresenta  una novità che ha preso largo piede sia all’interno di ambienti casalinghi che in centri didattici di pet therapy. Studi scientifici di grande prestigio hanno dimostrato che l‘intelligenza delle capre è tale da consentire a questo animale di risolvere problemi anche complessi e di essere facilmente addestrabile. La sua capacità mnemonica è sorprendente. Una capra, infatti, riesce a ricordare gli insegnamenti appresi durante un addestramento anche per 10 mesi.

Contrariamente al pensare comune non sono così distruttive, anche se è meglio tenerle lontane da fiori e siepi.

 

La capra tibetana

Alcune razze, come la capra tibetana, di piccola taglia originaria del Centro Africa, sono molto socievoli dall’indole allegra, intelligenti e adatte all’interazione con i bambini. Dolci e affettuose, vengono spesso scelte per essere allevate come animali da compagnia. In alcuni casi si affezionano al padrone così morbosamente da diventare ossessive.

Anche le capre nane e quelle più docili conservano un’indole selvatica che e importante assecondare. Ama muoversi, saltare e spesso giocare, per questo è necessario garantirle uno spazio abbastanza ampio per potersi svagare durante il giorno. In quanto animale di gruppo è bene permetterle di convivere anche con un suo simile o altri animali da compagnia (o da fattoria), per il suo benessere fisico e psichico.

 

Pet-therapy

Accudirne una, in particolare all’interno di una fattoria, di un terreno agricolo o di uno spazio-giardino molto ampio, potrebbe risultare un gesto molto positivo dal punto di vista educativo, in quanto e ormai noto quanto siano adatte alla pet-therapy, grazie alla loro indole amichevole e curiosa.

Ideali soprattutto nel rapporto con bambini con deficit e problemi di iperattività, cognitivi e psicosociali, nonché per ridurre lo stress in adulti e anziani, la loro capacità di stabilire un dialogo positivo con l’uomo favorisce le interazioni in momenti di disagio, scatenando spesso l’ilarità di chi vi si relaziona. La loro è una presenza utilissima anche all’interno delle fattorie didattiche, dove viene ampliato il significato di mondo rurale, rispetto della natura e degli animali.